Ecco come Fincantieri punta a un polo di elettronica (contro Leonardo-Finmeccanica?)

Articolo di Michelangelo Colombo per STARTMagazine del 26/02/2019

Non si ferma il progetto di Fincantieri di allargare il business anche all’elettronica e alla difesa. E’ quello che si evince di fatto anche dal comunicato stampa di ieri con cui il gruppo presieduto da Giampiero Massolo e guidato dall’amministratore delegato, Giuseppe Bono, hanno comunicato i dati salienti del 2018.

Ecco quello che si legge sul tema: “Avviato il consolidamento di un polo di elettronica e informatica, settore strategico per l’innovazione, finalizzato a rafforzare competenze già proprie dell’azienda nel campo della cybersecurity, automazione, simulazione, training e tecnologie per conduzione autonoma, creando sinergie tra le società del Gruppo”, è scritto nella nota per la stampa.

Dunque, nonostante lo stop subito sul dossier Vitrociset, la società romana su cui Fincantieri aveva puntato con l’azienda Mermec per allargare lo spettro degli affari anche sul versante sicurezza, sotto i buoni auspici di un ex capo azienda di Finmeccanica, come Pierfrancesco Guarguaglini, il gruppo capitanato da Bono va avanti in quel solco nonostante su Vitrociset Leonardo di Alessandro Profumo abbia esercitato il diritto di prelazione tagliando fuori Fincantieri.

Una direzione di marcia, sottolineano alcuni addetti ai lavori, anche utile a fini interni.

Mesi fa c’è stata campagna di cyber attacchi mirati contro l’industria navale in Italia. Lo hanno scoperto gli esperti di sicurezza informatica di Yoroi e quelli del Security Operation Center (SOC) di Fincantieri, che recentemente hanno creato una cyberforce congiunta.

La partnership è nata dopo che l’azienda ICT ha scoperto “MartyMcFly”, un malware usato in un attacco temporizzato, pianificato nel 2010 ed eseguito nel 2018, contro una società operante nel settore delle forniture navali. Pochi giorni dopo, un’integrazione da parte di Kaspersky ha suggerito che la minaccia potrebbe essere di caratura ben più ampia.

Bono si è dunque rivolto a Giulio Terzi di Sant’Agata, ex ministro degli Esteri e oggi presidente di Cybaze, neonata società che ha aggregato CSE Cybsec, Emaze e Yoroi per creare un polo italiano delle difesa informatica.

Si legge sul blog di Yoroi: “Il 17 ottobre abbiamo rivelato la minaccia “MartyMcFly” in cui gli attaccanti sconosciuti si rivolgevano alle industrie navali italiane. L’analisi è stata citata da ICS CERT di Kaspersky che ha esposto un’estensione della minaccia più ampia in più paesi, tra cui Germania, Spagna e India. Grazie all’ampia analisi di Kaspersky, abbiamo deciso di raccogliere più indicatori e di controllare le minacce più correlate chiedendo una forza cibernetica congiunta con Fincantieri, uno dei maggiori operatori del settore navale in Europa. Fincantieri, che non è stata coinvolta nel precedente attacco “MartyMcFly”, ha identificato e bloccato ulteriori minacce per la sua vasta infrastruttura intercettata durante la settimana del 20 agosto 2018, circa un paio di mesi prima del “MartyMcFly””Campagna. Il nostro compito era di capire se esistesse una correlazione tra gli attacchi rivolti alle industrie navali italiane e cercare di identificare una possibile attribuzione”.