Articolo di Arturo Di Corinto, del 29/08/2018 per Republica.it ROMA - Il giorno dopo l'ennesimo attacco ai danni di Facebook - che ha messo a rischio i dati di 90 milioni di utenti (50 i milioni di account direttamente interessati da un furto di dati personali con altri 40 che lo sarebbero stati indirettamente) parlano i vertici della difesa informatica del social e, soprattutto, parlano gli esperti. Che analizzano la falla ("era sotto gli occhi di tutti") e cercano di capire, per quanto possibile al momento, che impatto reale potrà avere questo attacco alla privacy degli iscritti. Guy Rosen, vice presidente della gestione prodotto di Facebook, ha detto che la vulnerabilità del codice sfruttata per portare a termine l'attacco è già stata risolta e che la cosa è stata presa molto seriamente ma che "non è necessario cambiare la propria password" (anche se molti esperti la pensano diversamente), aggiungendo che "le persone che hanno problemi ad accedere di nuovo a Facebook, ad esempio perché l'hanno dimenticata, dovrebbero tuttavia visitare il nostro Centro assistenza". La polizia federale americana, intanto, sarebbe stata subito avvisata ma per proteggere gli account e far sapere agli utenti cosa è successo si sta ancora indagando. In ottemperanza della direttiva europea sulla protezione dei dati personali (GDPR) sarebbe stata avvisata della violazione anche l'Autorità per la protezione dei dati personali in Irlanda dove Facebook ha la sua base europea. Ma che cosa è successo esattamente? Da Menlo Park dicono di avere "reimpostato i token di accesso degli account interessati" e "di avere reimpostato le chiavi di accesso di altri 40 milioni di account", e che per questo "circa 90 milioni di persone nell'accedere a Facebook riceveranno una notifica che spiega cosa è successo".La piattaforma inoltre specifica di aver disattivato temporaneamente la funzione 'Visualizza come', quella che consente di visualizzare come ogni profilo viene visto dagli altri. La vulnerabilità che consente l'exploit, secondo Facebook, "deriva da una modifica apportata alla nostra funzione di caricamento di video a luglio 2017". Gli esperti terzi puntano il dito sui token, i passepartout. Secondo il professor Pierluigi Paganini, consulente dell'Agenzia Europea per la sicurezza informatica, Enisa, "stando alle informazioni attuali gli attaccanti hanno sfruttato una falla nel codice della piattaforma, in particolare una falla che consente l'accesso ai token utilizzati per autenticarsi alla piattaforma e attraverso cui è possibile prendere il possesso degli account associati". Ma cosa sono questi token di accesso? Sono come dei tesserini di riconoscimento che consentono agli utenti di accedere alle "segrete stanze" di Facebook. Il token d'accesso è una stringa di caratteri che contiene le informazioni necessarie ad identificare un utente specifico, o più in generale una qualunque applicazione. La cosa grave secondo Paganini è che "un attaccante in grado di rubare un token di accesso può assumere l'identità dell'utente Facebook a cui il token è associato ed agire al posto suo". "Il bug è di tipo logico ed era sotto il naso di tutti perché associato a una funzione molto usata. Ma la falla è probabilmente dovuta al crescere della complessità del codice software sottostante la piattaforma", spiega Fabio Pietrosanti del Centro Hermes per i diritti digitali. Ma se il social ammette che "le indagini sono appena iniziate" sostiene pure che non è stato ancora determinato "se questi account sono stati utilizzati in modo improprio o se sono state carpite informazioni". Dice Giovanni Mellini, presidente dell'associazione Cybersaiyan e organizzatore di RomHack: "Io stesso sono stato disconnesso per ben quattro volte dalla piattaforma in seguito alle operazioni di correzione della falla da parte di Facebook. Il token è ciò che ti permette di autenticare ogni applicazione che usi per accedere alla piattaforma senza digitare la password e accedere al profilo Facebook e queste operazioni hanno invalidato i token potenzialmente compromessi. È importante però sottolineare che questo non significa che la propria identità è compromessa. Tuttavia come misura precauzionale cambierei subito la password. È importante sottolineare che una falla di questo tipo, anche se limitata a un sottoinsieme di utenti, ha un impatto gigantesco a causa del numero di utenti totali della piattaforma". Facebook ha detto non ha neppure idea di chi ci sia dietro questi attacchi né dove siano originati. "Sono più interessato a capire chi ha perpetrato l'attacco e perché, visto che riportare quella vulnerabilità vale 30.000 dollari per il Bug Bounty Program di Facebook, (il programma di individuazione dei difetti della piattaforma). Se non è stata denunciata potrebbe significare che gli attaccanti hanno trovato un modo migliore di monetizzare la falla", ha dichiarato a Motherboard Zac Morris che ha lavorato nella divisione sicurezza di Facebook dal 2012 fino al 2016 facendosi portavoce di un'inquietudine diffusa tra gli addetti ai lavori. Una domanda che ha fatto subito sorgere teorie cospirazioniste secondo cui l'attacco potrebbe essere stato portato da nation state hacker, cioè attori criminali pagati dagli Stati. Proprio ieri Facebook aveva confermato che gli inserzionisti che utilizzano la sua piattaforma possono accedere a informazioni ombra (shadow data) ovvero a dati presenti nel profilo utente per finalità differenti dalla mera partecipazione alla rete sociale. Secondo le università autrici della scoperta si tratterebbe dei numeri di telefono forniti a Facebook per accedere ai propri account in maniera sicura utilizzando l'autenticazione a due fattori, ovvero l'autenticazione che prevede l'invio al telefono dell'utente del codice di accesso. Numeri di telefono che potrebbero essere utilizzati per indirizzare in maniera chirurgica contenuti pubblicitari....

Articolo di Elisa Tambellini per Luccandiretta.it del 03/10/2018 Sono stati selezionati attraverso contest in otto sedi universitarie italiane, i dieci giovanissimi 'hacker buoni' della nazionale italiana che dal 14 e il 18 ottobre disputerà a Londra l'European cyber security challenge. E per prepararsi alla competizione – con l'obiettivo di vincerla, dopo la medaglia di bronzo dello scorso anno a Malaga – si sono dati appuntamento alla scuola di alti studi Imt di Lucca. Cinque di loro hanno tra i 17 e i 20 anni, gli altri cinque tra i 21 e i 24, e dallo scorso 30 settembre hanno trovato la nostra città un luogo accogliente e confortevole per la loro singolare 'preparazione atletica' Alcuni di loro frequentano ancora le scuole superiori, altri sono laureandi in ingegneria informatica. Una nazionale tutta al maschile – sebbene abbiano partecipato alla selezione circa 200 ragazze su 1900 concorrenti totali iscritti a CyberChallenge.it. Un dato non diverso da quello che si registra in Europa, che tuttavia ha fatto riflettere gli organizzatori, tanto che già dal prossimo anno si pensa a programmi di allenamento paralleli, per donne e per uomini, da tenersi proprio in Toscana. Con l'obiettivo, comunque, di formare una squadra di cyberdefender a servizio delle aziende e delle pubbliche amministrazioni italiane, realtà che quotidianamente gestiscono migliaia di dati sensibili. Tra le sfide più cogenti, impedire attacchi su piattaforme social, ambienti delicati e vere e proprie trincee di opinione che 'funzionano' attraverso continui conflitti tra utenti, col rischio organizzazioni terze possano influenzarne l'orientamento e determinare così un dato livello di percezione. Il ritiro lucchese dei dieci giovani è stato voluto dal professor Rocco De Nicola, ordinario di informatica a Imt e membro della giunta amministrativa del Cini, il consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica che organizza la competizione nazionale e del quale fanno parte 46 università pubbliche. “In questi giorni i ragazzi hanno lavorato imparando a condividere le conoscenze di ciascuno, scambiandosi best practice e puntando a un linguaggio comune, con motivazioni prima di tutto etiche: tra gli obiettivi della nazionale di cyberdefender – ha sottolineato De Nicola – c'è la promozione della pace e della democrazia tra i popoli, che oggi passa in gran parte dalla rete. È questa anche la missione dell'European cyber security challenge: dopo essersi contesi il titolo di nazionale più forte, le 19 squadre che vivranno l'esperienza londinese saranno chiamate a confrontarsi e a cooperare”. Una finalità ribadita anche da Paolo Prinetto, presidente del Cini, che oggi (3 ottobre) è voluto essere a Lucca per seguire da vicino i lavori degli hacker in ritiro. “Collaboriamo col dipartimento ministeriale per la sicurezza informatica. Della nostra squadra ha fatto parte anche Roberto Baldoni, oggi vicedirettore generale del dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che ringrazio. Abbiamo molti progetti in cantiere – racconta Prinetto – tra cui un cyber ranger, una sorta di poligono di tiro permanente per l'addestramento degli hacker a servizio della sicurezza”. L'esperienza italiana è l'unica, in Europa, ad aver messo insieme università, centri di ricerca come il Cnr e realtà del mondo della telecomunicazione; e soprattutto è l'unica ad aver previsto una fase preparatoria alla competizione europea, con un processo selettivo così strutturato. Tra i successi già raggiunti, il settimo posto su 24 team partecipanti da tutto il mondo a Las Vegas della squadra Mhackaroni, nome che gioca sulla parola hacker e maccheroni, e che ha portato fortuna. Ad allenare i dieci giovanissimi geni dell'informatica, Emilio Poppa e Marco Squarcina, che hanno sottolineato l'ottimo livello di partenza della squadra: “Ciascuno di loro ha portato valore aggiunto al gruppo – hanno detto – condividendo con gli altri una tematica particolare di cybersecurity approfondita. Oggi abbiamo realizzato un video, qua a Lucca, in cui ci presentiamo, sottolineamo la valenza etica del progetto, e che sarà messo online domenica”. L'operazione ha richiesto anche il supporto di due sponsor: CybSec, rappresentata dall'amministratore delegato Marco Castaldo, e Yoroi, di cui era presente uno dei fondatori, il giovane Marco Ramilli. Da loro, un incoraggiamento sentito alla nazionale italiana a non fermarsi, a entrare nel vivo delle questioni legate alla sicurezza informatica – un ambito che, dal teorico al pratico, presenta continue e stimolanti sfide intellettuali. Ha portato la sua esperienza nel settore hardware Antonio Varriale di Blue5, azienda italiana che da anni lavora nel sud est asiatico a servizio della sicurezza dei dati: “Queste esperienze sono talmente positive – ha detto Varriale – che entrarci in contatto mi fa venire voglia di tornare in Italia”. A Londra, i 'nostri' saranno chiamati a giocare a una sorta di Risiko digitale, prevedendo le mosse degli avversari e allestendo un'efficace barriera di difesa. E tra un allenamento e l'altro, durante questo ritiro lucchese, si sono concessi singolari momenti di relax: si chiama lock picking e consiste nel cercare di aprire un lucchetto con uno strumento inadatto a farlo. È una tecnica di meditazione, che favorisce i processi di analisi e problem solving. Un gioco, insomma, che potrebbe tornare utile in molti ambienti di lavoro – non necessariamente vocati alla salvaguardia della sicurezza dei dati informatici....

Articolo di Arturo Di Corinto per AGI.it del 29/09/2018 L’ennesimo attacco informatico ai danni di Facebook stavolta è andato a segno mettendo a rischio i dati di 90 milioni di utenti. Sono infatti 50 i milioni di account direttamente interessati da un furto di dati personali e altri 40 lo sarebbero stati indirettamente. Lo ha rivelato in un post pubblicato nella newsroom di Facebook lo stesso Guy Rosen, Vice Presidente della Gestione Prodotto dell’azienda confermando che l’attacco è stato accertato nel pomeriggio di martedì scorso 25 settembre. Rosen ha anche detto che la vulnerabilità del codice sfruttata per portare a termine l’attacco è già stata risolta e che la cosa è stata presa molto seriamente ma che “non è necessario cambiare la propria password.” Ed ha aggiunto: “Le persone che hanno problemi ad accedere di nuovo a Facebook, ad esempio perché l’hanno dimenticata, dovrebbero tuttavia visitare il nostro Centro assistenza." Le polizia federale americana sarebbe stata subito avvisate ma per proteggere gli account e far sapere agli utenti cosa è successo si sta ancora indagando. In ottemperanza della direttiva europea sulla protezione dei dati personali (GDPR) sarebbe stata avvisata della violazione anche L’Autorità per la protezione dei dati personali in Irlanda dove Facebook ha la sua base europea. Cosa è successo esattamente Da Menlo Park dicono di avere "reimpostato i token di accesso degli account interessati" e “di avere reimpostato le chiavi di accesso di altri 40 milioni di account”, e che per questo "circa 90 milioni di persone nell'accedere a Facebook riceveranno una notifica che spiega cosa è successo". La piattaforma inoltre specifica di aver disattivato temporaneamente la funzione 'Visualizza come', quella che consente di visualizzare come ogni profilo viene visto dagli altri. La vulnerabilità che consente l'exploit, secondo Facebook, "deriva da una modifica apportata alla nostra funzione di caricamento di video a luglio 2017". Spiega il professor Pierluigi Paganini, consulente dell’Agenzia Europea per la sicurezza informatica, Enisa: “Stando alle informazioni attuali, gli attaccanti hanno sfruttato una falla nel codice della piattaforma, in particolare una falla che consente l’accesso ai token  utilizzati per autenticarsi alla piattaforma e attraverso cui è possibile prendere il possesso degli account associati". Ma cosa sono questi token di accesso? I token sono come dei tesserini di riconoscimento che consentono agli utenti di accedere alle "segrete stanze" di Facebook.  Il token d'accesso è una stringa di caratteri che contiene le informazioni necessarie ad identificare un utente specifico, o più in generale una qualunque applicazione. La cosa grave secondo Paganini è che “un attaccante in grado di rubare un token di accesso può assumere l'identità dell'utente Facebook a cui il token è associato ed agire al posto suo". Ma se il social ammette che "le indagini sono appena iniziate" sostiene pure che non è stato ancora determinato "se questi account sono stati utilizzati in modo improprio o se sono state carpite informazioni". La società non ha neppure idea di chi ci sia dietro questi attacchi nè dove sono originati. Ma il fatto si è consumato a breve distanza dalla minaccia di un hacker taiwanese che ha dichiarato di poter chiudere la pagina Facebook dello stesso creatore della piattaforma Mark Zuckerberg. Un hacker ben noto L’hacker ha annunciato che trasmetterà l’azione via Facebook Live domenica prossima alle 18. Chang Chi-yuan, non è però nuovo a queste sparate ed è difficile dire se si tratti solo di pubblicità o di millanteria. L’autoproclamato cacciatore di falle informatiche, si è già auto attribuito imprese simili senza però documentarle in maniera convincente. Proprio ieri Facebook aveva confermato che gli inserzionisti che utilizzano la sua piattaforma possono accedere a informazioni ombra (shadow data) ovvero a dati presenti nel profilo utente per finalità differenti dalla mera partecipazione alla rete sociale. Secondo le università autrici della scoperta si tratterebbe dei numeri di telefono forniti a Facebook per accedere ai propri account in maniera sicura utilizzando l'autenticazione a due fattori, ovvero l'autenticazione che prevede l'invio al telefono dell'utente del codice di accesso. Insomma, anche questi numeri di telefono sarebbero utilizzati per indirizzare in maniera chirurgica  contenuti pubblicitari. ...

Articolo di CybersecItalia.it del 24/09/2018 La nuova azienda punta a competere nello scenario nazionale e internazionale mettendo in comune risorse, competenze e strumenti avanzati nel campo della Sicurezza Informatica e della Threath intelligence. Cybaze Spa avrà 90 dipendenti, uffici in Italia a Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento, ed uffici esteri a Bruxelles e Lugano. Cse Cybsec Spa è la società nata un anno fa per iniziativa dell’ing. Pierluigi Paganini, nome celebre nell’ambito della cybersecurity e Chief Technology Officer della società e del Dott. Marco Castaldo, Amministratore Delegato e presieduta dall’Ambasciatore Terzi di Sant’Agata; Emaze Spa è stata tra le prime società di cybersecurity ad operare in Italia, con due decenni di attività alle spalle, clienti importanti in settori delicati come banche e telecomunicazioni. Il fatturato da cui partiranno le due società è di circa 6 milioni di euro, che il management punta ad incrementare da subito. Il presidente della nuova società sarà l’Ambasciatore Terzi di Sant’Agata, Amministratore Delegato il dott. Marco Castaldo e il CTO Pierluigi Paganini. Il top management è potenziato anche dall’arrivo del dott. Nicola Borrelli, proveniente dal management di Deloitte Consulting, che avrà il compito di gestire l’unificazione delle due strutture. “Questa operazione è funzionale a un piano di crescita di medio-lungo termine in un mercato ancora frammentato ma con un enorme potenziale di crescita e ha l’obbiettivo di sostenere il sistema Italia favorendo la competitività delle nostre imprese nei mercati internazionali.” – afferma Marco Castaldo, Amministratore Delegato di Cybaze. E continua: “Cybaze ha l’ambizione di giocare un ruolo primario nell’arena della cybersecurity quale società italiana in competizione con i grandi brand internazionali; questo è il primo passo di un progetto di espansione che prevede anche acquisizioni significative nelle prossime settimane.”...

Articolo di Bitmag.it del 24/09/2018 EMAZE, azienda triestina attiva nel settore delle soluzioni per l’information security, incorporerà CSE Cybsec, azienda con sede a Roma attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity. L’azienda assumerà la denominazione di CYBAZE. Nascerà così il polo di riferimento in Italia nell’ambito della cybersecurity ed intelligence, con 90 dipendenti, uffici in Italia (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento) e all’estero (Bruxelles e Lugano), ed un volume d’affari di circa 6 milioni di euro. L’obiettivo è di mettere in atto nelle prossime settimane ulteriori importanti acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con circa 10 milioni di euro di ricavi e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori. Il settore è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta, tra l’altro, della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. Gli azionisti di Emaze (gruppo Cogein-Data Management – player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane entrato nella compagine societaria verso la fine del 2016 – con il 55%; e A2000.it – holding di partecipazioni di Domenico Cavaliere, amministratore delegato di Emaze che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners – titolare del 45%) continueranno a detenere il controllo della nuova entità. La governance di Cybesec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, l’amministratore delegato sarà Marco Castaldo, Domenico Cavaliere opererà quale senior advisor affiancando l’amministratore delegato, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. A2000.it è stata assistita nell’operazione da BF & Company in qualità di M&A advisor, il cui team, nelle persone di Alessandro Bartolini e Alessandro Zanatta, ha supportato A2000.it nelle attività di analisi degli aspetti economici dell’operazione. Questa transazione continua il trend positivo nello sviluppo dell’attività del team di corporate finance di BF & Company, che oltre alle operazioni di Trentinalatte e Prisma ha visto anche uno dei soci di BF & Company assistere il gruppo Custom nell’acquisizione di Italiana Macchi S.r.l. nel maggio scorso....

Articolo di Affariitaliani.it del 24 settembre 2018 Milano - EMAZE S.p.A. (“Emaze”), azienda italiana con sede a Trieste ed attiva nelle soluzioni per l’information security, incorporerà CSE Cybsec S.p.A. (“Cybsec”), azienda italiana con sede a Roma ed attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity, assumendo la denominazione di CYBAZE S.p.A. (“Cybaze”). Con tale operazione si crea il polo di riferimento in Italia nell’ambito della cybersecurity ed intelligence, con 90 dipendenti, uffici in Italia (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento) ed estero (Bruxelles e Lugano), ed un volume d’affari di circa € 6 mln. L’obiettivo è di mettere in atto nelle prossime settimane ulteriori importanti acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con € 10 mln di ricavi e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori.  Il settore è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta, tra l’altro, della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. Gli azionisti di Emaze (gruppo Cogein-Data Management - player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane  entrato nella compagine societaria verso la fine del 2016 - con il 55%; e A2000.it - holding di partecipazioni di Domenico Cavaliere, amministratore delegato di Emaze che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners - titolare del 45%) continueranno a detenere il controllo della nuova entità. Emaze S.p.A. è un’azienda italiana focalizzata esclusivamente sulla sicurezza delle informazioni, con uffici a Bruxelles, Milano e Roma e software lab a Trieste e Udine. La governance di Cybesec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, l’amministratore delegato sarà Marco Castaldo, Domenico Cavaliere opererà quale senior advisor affiancando l’amministratore delegato, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. Dalla sua fondazione nel 2000, Emaze fornisce servizi e soluzioni a molti dei principali player nei settori telecomunicazioni, bancario, assicurativo e ferroviario (ad esempio Ferrovie dello Stato e Oman Telecom). Emaze conta 75 qualificati dipendenti e gode delle certificazioni ISO9001 e ISO27001. A2000.it opera da 15 anni nel settore dei servizi professionali: Sicurezza Informatica, Servizi IT, Consulenza direzionale. In particolare, A2000.it detiene partecipazioni in Emaze S.p.A. e AB Capital S.r.l.. Fondata nel 1999, la società è stata acquisita nel 2005 da Domenico Cavaliere, già managing partner di L.E.K. Consulting. Italy e membro del consiglio di amministrazione di società partecipate da fondi di private equity, tra cui Moleskine S.r.l. e altre PMI italiane....

Articolo di Carlo Brustia per MilanoFinanza del 25 settembre 2018, pag. 15 Nasce il nuovo polo italiano della cybersicurezza. La fusione per incorporazione della triestina Emaze nella romana Cse Cybesec ha dato vita a Cybaze. La neonata società avrà sei sedi in Italia (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento) e due all’estero (Bruxelles e Lugano) e si avvarrà di 90 esperti in sicurezza e intelligence informatica. Il 55% del capitale di Emaze è in mano al gruppo Cogein-Data Management, mentre il restante 45% spetta ad A2000.it, holding che fa capo a Domenico Cavaliere, ad di Emaze. Nell’operazione A2000.it è stata assistita in qualità di m&a advisor è stata dal team di BF & Company, composto da Alessandro Bartolini e Alessandro Zanatta. L’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata sarà il nuovo presidente di Cybesec, l’ad sarà Marco Castaldo, mentre Cavaliere opererà quale senior advisor. Il giro d’affari di Cybaze (circa 6 milioni di euro) è destinato a crescere rapidamente. Nelle prossime settimane i manager della società contano di procedere a ulteriori acquisizioni che dovrebbero portare entro l’anno il gruppo a raggiungere i 10 milioni di ricavi....

Articolo pubblicato su Il Corriere della Sera del 25 settembre 2018, pag. 25 Nasce Cybaze, il polo italiano per la cybersecurity dalla fusione tra Emaze e CSE Cybsec, la società incorporata attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity (advisor Bf & company). Presidente l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, ceo Marco Castaldo, Domenico Cavaliere senior advisor, coordinamento tecnologico a Pierluigi Paganini....

Articolo del Corriere.it del 24 settembre 32018 La cybersicurezza, in Italia, viaggia sull’asse Trieste-Roma. Cybaze, realtà appena nata dalla fusione tra la triestina Emaze e la romana Cse Cybsec, si presenta come il nuovo polo italiano per la sicurezza informatica e l’intelligence. I numeri sono rilevanti: la nuova società potrà contare su 90 esperti e uffici in 8 città (in Italia: Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento; Bruxelles e Lugano all’estero) e un volume d’affari di circa 6 milioni di euro. L’operazione La fusione nasce con l’incorporazione in Emaze, attiva nelle soluzioni per l’information security, di Cse Cybsec, specializzata nella cybersecurity: la nuova denominazione sarà, come detto, Cybaze. CHe promette però di non fermarsi qui: l’obiettivo dei manager è infatti operare nelle prossime settimane ulteriori acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con 10 milioni di ricavi e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori. Il settore - è il credo degli azionisti- è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta, tra l’altro, della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. La nuova entità Gli azionisti di Emaze sono (con il 55%) il gruppo Cogein-Data Management - player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane - e A2000.it (45%) - holding di partecipazioni di Domenico Cavaliere, ad di Emaze che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners. I due azionisti ontinueranno a detenere il controllo della nuova entità. La governance di Cybesec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, l’amministratore delegato sarà Marco Castaldo, Domenico Cavaliere opererà quale senior advisor affiancando l’amministratore delegato, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. A2000.it è stata assistita nell’operazione da BF & Company in qualità di M&A advisor, il cui team, nelle persone di Alessandro Bartolini e Alessandro Zanatta, ha supportato A2000.it nelle attività di analisi degli aspetti economici dell’operazione. Emaze è un’azienda italiana focalizza esclusivamente sulla sicurezza delle informazioni, con uffici a Bruxelles, Milano e Roma e software lab a Trieste e Udine. Dalla sua fondazione nel 2000, Emaze fornisce servizi e soluzioni a molti dei principali player nei settori telecomunicazioni, bancario, assicurativo e ferroviario (ad esempio Ferrovie dello Stato e Oman Telecom). ...

Lancio dell'Agenzia AGI del 20/09/2018 Cse Cybsec Enterprise ed Emaze hanno firmato l'accordo per la fusione che le portera' a diventare leader nel panorama della cybersecurity aziendale con il nome di Cybaze. La nuova azienda punta a competere nello scenario nazionale e internazionale mettendo in comune risorse, competenze e strumenti avanzati nel campo della Sicurezza Informatica e della Threath intelligence. Cybaze avra' 90 dipendenti, uffici in Italia a Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento, e uffici esteri a Bruxelles e Lugano. Cse Cybsec e' la societa' nata un anno fa per iniziativa di Pierluigi Paganini, nome celebre nell'ambito della cybersecurity e Chief Technology Officer della societa' e di Marco Castaldo, ad e presieduta dall'Ambasciatore Terzi di Sant'Agata; Emaze e' stata tra le prime societa' di cybersecurity ad operare in Italia, con due decenni di attivita' alle spalle, clienti importanti in settori delicati come banche e telecomunicazioni. Il fatturato da cui partiranno le due societa' e' di circa 6 milioni di euro, che il management punta ad incrementare da subito. Il presidente della nuova societa' sara' l'Ambasciatore Terzi di Sant'Agata,amministratore delegato Marco Castaldo e il cto Pierluigi Paganini. Il top management e' potenziato anche dall'arrivo di Nicola Borrelli, proveniente dal management di Deloitte Consulting, che avra' il compito di gestire l'unificazione delle due strutture. "Questa operazione e' funzionale a un piano di crescita di medio-lungo termine in un mercato ancora frammentato ma con un enorme potenziale di crescita e ha l'obbiettivo di sostenere il sistema Italia favorendo la competitivita' delle nostre imprese nei mercati internazionali",afferma Marco Castaldo. E continua: "Cybaze ha l'ambizione di giocare un ruolo primario nell'arena della cybersecurity quale societa' italiana in competizione con i grandi brand internazionali; questo e' il primo passo di un progetto di espansione che prevede anche acquisizioni significative nelle prossime settimane".  ...