La nci diramati dall'Agenzia AGI in occasione dell'incontro con la stampa del 29/11/2018

 

Cybersecurity: difesa informatica, 'rating' per Stati e imprese

Articolo di Antonino Caffo per Corriere.it del 30/11/2018

Si sono classificati sesti all’ultima European Cyber Security Challenge di Londra, una sorta di campionati continentali dedicati al codice. Una gara decisamente complessa, dove le prove coinvolgono operazioni di risposta al lancio di virus, a tentativi di furto di dati o a blackout ai danni di centrali elettriche e idriche.

La nazionale Italiana di cyberdefender del CINI ha incontrato gli sponsor Cybaze e Yoroi che hanno illustrato le nuove strategie per difendere il cyberspace italiano  Comunicato stampa 30 Novembre 2018 “Le macchine sono brave a dare risposte ma solo noi possiamo fare le giuste domande”. È quello che ha detto Marco Ramilli di Yoroi a Milano durante l’incontro con la nazionale italiana di cyberdefender sponsorizzata da Cybaze e Yoroi. L’incontro, tenutosi ieri 29 novembre all’Hotel Gallia di Milano durante un press lunch con il direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity, professor Paolo Prinetto, gli allenatori e i giocatori della “nazionale hacker” di ritorno dai campionati europei di Londra, ha visto la partecipazione dei vertici dell’azienda italiana di cybersecurity Cybaze. Temi della giornata sono stati l’importanza dell’informazione e della formazione nel campo della cybersecurity, lo sviluppo di tecnologie nazionali per la sicurezza, la pervasività delle transazioni digitali e il rischio cyber per il Made in Italy. Al centro della discussione, la necessità di un cambiamento culturale che muova dall’idea di proteggere gli asset informatici del paese a quella di una cyber-defence attiva e dinamica, capace di adattarsi al variare delle minacce. Durante l’incontro sono state affrontate le tematiche relative alla posizione dell’Italia nel campo della protezione del cyberspace da parte del presidente di Cybaze, l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata ha spiegato come nell’attuale scenario geopolitico condizionato dalla sicurezza informatica le imprese specializzate non possano limitarsi a fare affari perché “La sovranità e la libertà sono cose che entrano in diretta relazione con l'avere comunicazioni pulite e interlocutori affidabili”. Un’affermazione a cui ha fatto eco Marco Castaldo, amministratore delegato di Cybaze, secondo cui “gli amministratori delegati delle aziende, di tutte le aziende, dovrebbero avere una maggiore attenzione ai rischi informatici e non solo a quelli finanziari”. Per l’occasione Marco Ramilli ha presentato la “versione beta” di Yomi, un’applicazione open source tutta italiana che consentirà di controllare a chiunque se un file è infetto oppure no usando un sistema di ricompensa per chi fa analizzare e permette di scoprire più file infetti, in base a “un meccanismo di gamification che presenti una classifica dei migliori “cacciatori” di contenuti malevoli”. A spiegare l’importanza di favorire l’impegno di cittadini ed esperti nell’individuare virus e malware è intervenuto l’ingegnere Pierluigi Paganini, chief technology officer di Cybaze, che ha raccontato lo scenario delle tentate incursioni hacker a danno dell’industria navale italiana nell’operazione denominata Marty Mc Fly e illustrato le innovative tecniche di difesa dell’azienda. “Cybaze è parte di questo sforzo” ha detto Marco Castaldo, “quello di creare un polo italiano della cybersecurity che faccia dell'italianità un vantaggio competitivo. Per questo seguiamo da vicino le iniziative e le attività dei nostri giovani talenti informatici selezionati dal CINI grazie al progetto Cyberchallenge.IT”.   media@csecybsec.com – M. + 39 335 6785259 [section_tc][column_tc span='12'][alert_box_tc style='info' trigger_pt='0' duration='1000' delay='0'] Download in versione pdf [/alert_box_tc][/column_tc][/section_tc]...

Articolo di LineaEDP del 26/09/2018 La triestina Emaze, azienda italiana attiva nelle soluzioni per l’information security, incorporerà la romana CSE Cybsec, specialista nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity. Da questa operazione nascerà Cybaze, vero e proprio polo di riferimento in Italia nell’ambito della cybersecurity e con 90 dipendenti, uffici a Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento, una presenza all’estero, a Bruxelles e Lugano, e un volume d’affari di circa 6 milioni di euro. Quest’ultimo, con l’imminente acquisizione di altre realtà, dovrebbe arrivare a quota 10 milioni di ricavi e 120 dipendenti entro la fine dell’anno, per poi raggiungere numeri ulteriormente in crescita grazie al consolidamento di un settore ancora molto frammentato, alla digitalizzazione dei processi e alla normativa europea sulla protezione dei dati. A detenere il controllo della nuova entità continueranno a essere gli azionisti di Emaze rappresentati dal gruppo Cogein-Data Management e da A2000.it. La governance di Cybesec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, l’amministratore delegato sarà Marco Castaldo, Domenico Cavaliere opererà quale senior advisor affiancando l’amministratore delegato, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. A2000.it è stata assistita nell’operazione da BF & Company in qualità di M&A advisor, il cui team, nelle persone di Alessandro Bartolini e Alessandro Zanatta, ha supportato A2000.it nelle attività di analisi degli aspetti economici dell’operazione....

Articolo de Ildenaro.it del 24/09/2018 Emaze Spa, azienda italiana con sede a Trieste e attiva nelle soluzioni per l’information security, incorporerà Cse Cybsec Spa, azienda italiana con sede a Roma e attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity, assumendo la denominazione di Cybaze Spa. “Con tale operazione -spiega una nota di Cybaze- si crea il polo di riferimento in Italia nell’ambito della cybersecurity e intelligence, con 90 dipendenti, uffici in Italia (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento) ed estero (Bruxelles e Lugano), e un volume d’affari di circa 6 mln di euro”. L’obiettivo è di mettere in atto nelle prossime settimane ulteriori importanti acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con circa 10 mln di euro di ricavi e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori. Il settore è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta, tra l’altro, della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. Gli azionisti di Emaze (gruppo Cogein-Data Management, player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane entrato nella compagine societaria verso la fine del 2016, con il 55%; e A2000.it, holding di partecipazioni di Domenico Cavaliere, amministratore delegato di Emaze, che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners, titolare del 45%) continueranno a detenere il controllo della nuova entità....

Articolo de IlFriuli - ottobre 2018 Emaze Spa, azienda triestina specializzata nelle soluzioni per l’information security, incorporerà Cse Cybsec Spa, con sede a Roma e attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity, assumendo la denominazione di Cybaze Spa. Con questa operazione si crea il polo di riferimento in Italia nell’ambito della sicurezza informatica, con 90 dipendenti, uffici in Italia (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento) e all’estero (Bruxelles e Lugano) e un volume d’affari di circa 6 milioni. L’obiettivo è di mettere in atto nelle prossime settimane ulteriori importanti acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con circa 10 milioni di ricavi e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori. Il settore è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta, tra l’altro, della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. Gli azionisti di Emaze (gruppo Cogein-Data Management - player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane  entrato nella compagine societaria verso la fine del 2016 - con il 55%; e A2000.it - holding di partecipazioni di Domenico Cavaliere, amministratore delegato di Emaze che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners - titolare del 45%) continueranno a detenere il controllo della nuova entità. La governance di Cybesec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, l’amministratore delegato sarà Marco Castaldo, Domenico Cavaliere opererà quale senior advisor affiancando l’amministratore delegato, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. A2000.it è stata assistita nell’operazione da BF & Company in qualità di M&A advisor, il cui team, nelle persone di Alessandro Bartolini e AlessandroZanatta, ha supportato A2000.it nelle attività di analisi degli aspetti economici dell’operazione. Questa transazione continua il trend positivo nello sviluppo dell’attività del team di corporate finance di BF & Company, che oltre alle operazioni di Trentinalatte e Prisma ha visto anche uno dei soci di BF & Company assistere il gruppo Custom nell’acquisizione di Italiana Macchi S.r.l. nel maggio scorso. Emaze S.p.A. è un’azienda italiana focalizza esclusivamente sulla sicurezza delle informazioni, con uffici a Bruxelles, Milano e Roma e software lab a Trieste e Udine. Dalla sua fondazione nel 2000, Emaze fornisce servizi e soluzioni a molti dei principali player nei settori telecomunicazioni, bancario, assicurativo e ferroviario (ad esempio Ferrovie dello Stato e Oman Telecom). Emaze conta 75 qualificati dipendenti e gode delle certificazioni ISO9001 e ISO27001. Italy e membro del consiglio di amministrazione di società partecipate da fondi di private equity, tra cui Moleskine S.r.l. e altre PMI italiane....

Articolo di Tecnelab.it del 2/10/2018 Emaze S.p.A. (www.emaze.net), azienda italiana con sede a Trieste, attiva nelle soluzioni per l’information security, incorporerà CSE Cybsec S.p.A.(https://csecybsec.com/), azienda italiana con sede a Roma, attiva nella fornitura di soluzioni per la cybersecurity, assumendo la denominazione di Cybaze S.p.A. (www.cybaze.com). Con tale operazione si crea il polo di riferimento in Italia nell’ambito della cybersecurity e intelligence, con 90 dipendenti, uffici in Italia e all’estero e un volume d’affari di circa 6 milioni di euro. L’obiettivo è di mettere in atto nelle prossime settimane ulteriori importanti acquisizioni per costituire entro l’anno un gruppo con un ricavato di circa 10 milioni di euro e 120 dipendenti, consolidando un settore ancora molto frammentato, con oltre 100 operatori. Il settore è destinato a crescere fortemente nei prossimi anni, sotto la spinta della digitalizzazione dei processi e della normativa europea sulla protezione dei dati. Gli azionisti di Emaze continueranno a detenere il controllo della nuova entità: si tratta del gruppo Cogein, un Data Management e player italiano attivo da oltre 40 anni nella fornitura di software per la gestione delle risorse umane, entrato nella compagine societaria verso la fine del 2016 con il 55%; e di A2000.it di Domenico Cavaliere, Amministratore Delegato di Emaze che ha condotto il management buyout nel 2013, rilevando la società dal fondo di investimento tedesco Cipio Partners e che è titolare del 45%. La governance di Cybsec vedrà l’ingresso come presidente dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e già ministro degli Esteri nel governo Monti, e del nuovo Amministratore Delegato Marco Castaldo. Domenico Cavaliere opererà quale Senior Advisor affiancando Castaldo, mentre a Pierluigi Paganini andrà il coordinamento tecnologico. In qualità di M&A advisor, la società BF & Company, composta da Alessandro Bartolini e Alessandro Zanatta, ha supportato A2000.it nelle attività di analisi degli aspetti economici dell’operazione. Questa transazione continua il trend positivo nello sviluppo dell’attività del team di corporate finance di BF & Company, che, oltre alle operazioni di Trentinalatte e Prisma ha visto anche uno dei soci della società assistere il gruppo Custom nell’acquisizione di Italiana Macchi s.r.l. nel maggio scorso.  ...

Articolo di Emanuela Teruzzi per Inno2, del 31/10/2018 Non si arresta Cybaze che sta facendo acquisizioni, uno dopo l’altra, nel mercato della sicurezza. L’ultima è quella di Yoroi, la società romagnola nata attorno alle competenze di ex manager Cisco (con investitori Maurizio Camurani, Mauro Casagrande, David Bevilacqua attraverso la holding Mam e con soci Marco Testi e Marco Ramilli, fondatore e Cto) che si è focalizzata sui servizi per il mercato della cybersecurity, per permettere ai clienti di comprendere le origini dei principali attacchi e sanare le vulnerabilità con policy severe. “Negli ultimi anni abbiamo osservato un’evoluzione in maniera preponderante dei malware – aveva dichiarato  a Inno3 Marco Ramilli, in occasione dei dati del Cybersecurity Annual Report -, malware in grado di eludere le tecnologie antivirus e di bypassare i sistemi di sicurezza tradizionali, o di rimanere silenti nei sistemi per lunghi periodi fino al momento di rubare dati o informazioni”. Da qui il go-to-market focalizzato sui servizi in un mercato che attira l’attenzione. Oggi Yoroi entra nel paniere di Cybaze, l’azienda tutta italiana nata tre mesi fa dall’idea di Marco Castaldo (amministratore delegato) e Pierluigi Paganini (Cto) che ha unito la triestina Emaze (information security) e la romana Cse CybSe (cybersecurity) per creare un polo nel mercato della cybersecurity. Dal matrimonio, il nome: Cybaze. A queste due realtà si era poi aggiunta la torinese Mediaservice (security advisory) acquisita al 100% e oggi la romagnola Yoroi, attiva appunto nei servizi di sicurezza. Quattro anime in una. “Il progetto di sviluppare un polo nazionale di eccellenza dedicato al mercato della cybersecurity è stato determinante per la decisione di cedere la maggioranza di Yoroi a Cybaze – ci racconta David Bevilacqua, co-fondatore di Yoroi -. Si andrà a creare un polo nazionale, all’interno del quale Yoroi continuerà ad avere un ruolo chiave. Ormai dopo tre anni di vita, la nostra azienda, non più una startup, era entrata in una fase di maturità e stavamo valutando diverse opportunità interessanti per il futuro. L’idea di Cybaze, di creare un polo italiano nel mercato della cybersecurity attraverso acquisizioni di realtà e di competenze, sposava appieno la nostra strategia”. Detto, fatto. A settembre, Cybaze contava 90 esperti e uffici in 8 città (Milano, Udine, Trieste, Roma, Napoli e Benevento, Bruxelles e Lugano) con un fatturato di circa 6 milioni di euro. Ora con Mediaservice e Yoroi (che porta in dote una quindicina di persone), il gruppo dovrebbe arrivare a 10 milioni di euro di fatturato aggregato. Il processo di acquisizione si completerà entro il mese. Presidente della società Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri nel governo Monti....

Articolo di Antonio Dini per Wired Italia del 24/10/2018 Non ci sono dati attendibili su quanti posti di lavoro servano nel settore italiano della cybersecurity. Quante opportunità ci sono per i nostri hacker etici, gli esperti di sicurezza che decidono di fare della loro passione una professione? I ragazzi che sperimentano cosa vuol dire fare un pentest, configurare un firewall, studiare le possibili debolezze di un software o un sistema, sembra quasi che nascano per caso, senza rendersi neanche ben conto dell’enorme opportunità lavorativa che si apre davanti a loro. La nostra economia è infatti sempre più dipendente dal digitale e dalla sua sicurezza. Solo il segmento del ransomware, spiegano gli esperti dell’azienda di cybersecurity Check Point, costa alle imprese 11,5 miliardi di dollari all’anno. Ed è la punta dell’iceberg: ci sono i furti di identità digitale, gli attacchi ai grandi collettori di dati personali (come Facebook, che ha perso 30 milioni di identità in una aggressione digitale realizzata conoscendo molto bene i meccanismi di funzionamento di frontend e backend del social network). Come ha spiegato più volte anche Mikko Hyppönen, superstar finlandese del mondo della security e direttore ricerca di F-Secure, “nel settore c’è una cronica mancanza di talenti. Servono molte più persone”. Lo conferma anche il texano Greg Fitzgerald, direttore marketing di Jask, startup che vuole automatizzare con l’intelligenza artificiale molte funzioni di monitoraggio della sicurezza online come alternativa (e per loro opportunità di business) alla cronica mancanza di esperti e operatori di cybersecurity: “Nelle aziende americane mancano due milioni di esperti di sicurezza, probabilmente venti milioni in tutto il mondo. È una situazione incredibile, e una opportunità enorme per chi vuole fare questo lavoro”. Le caratteristiche Un lavoro che si basa su una sfida intellettuale ancora più potente, se possibile, di quella di un “normale” informatico. Ma, a ben vedere, la mentalità dell’hacker non è tanto quella che viene rappresentata di solito sui media (giornali ma anche serie televisive e film: si salva forse solo Mr Robot), cioè di una persona socialmente disadattata, tipo “prima-scrivi-il-codice-e-poi-pensa”, inevitabilmente maschio, bianco, magrolino con il potere di contrastare i nazisti o penetrare nei server della Cia. Invece, quella degli hacker è una cultura particolare nata negli anni Sessanta nelle università della West Coast americana, ed è fatta da giovani che amano la sfida intellettuale di superare in modo creativo i limiti dei sistemi software per ottenere risultati nuovi e più intelligenti. Un’alternativa agli studi di fisica o matematica. La presentazione della Nazionale italiana hacker La situazione in Italiana L’Italia ha una tradizione di cybersecurity antica e di altissimo livello ma, come sempre, a macchia di leopardo. Un esempio è l’eccellenza che abbiamo raccolto anche a livello sportivo. È quasi sconosciuto ai più ma i giovani che entrano nel mondo della cybersecurity, i giovani hacker, passano anche dalle gare per la security.  E c’è una nazionale italiana, il cui ciclo attuale è organizzato dal  Laboratorio nazionale cybersecurity del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini). La nazionale è composta da 10 ragazzi di due categorie: junior, 14-20 anni, e senior, 21-25 anni. Sono allenati da due giovani ricercatori di cybersecurity freschi di dottorato di ricerca che stanno spiccando il volo verso altri lavori: Marco Squarcina (viene da Ca’ Foscari di Venezia e diventa assistant professor al Politecnico di Vienna), Emilio Coppa, della Sapienza di Roma (molto attiva nella selezione dei talenti) e Lorenzo Veronese (di Ca’ Foscari).  Come ogni nazionale che si rispetti ha degli sponsor, aziende italiane di security che sono in realtà un possibile sbocco lavorativo per molti di questi giovani: Cybaze e Yoroi. I loro dirigenti e fondatori hanno seguito la squadra al ritiro avvenuto a Lucca presso l’Imt a inizio ottobre in vista delle gare per gli europei che si sono tenute quest’anno a Londra il 14-17 ottobre. Su 17 squadre ci siamo classificati sesti, dietro la Grecia ma davanti alla Estonia (per la cronaca: hanno vinto i tedeschi, seguiti dai francesi e poi dai padroni di casa, gli inglesi)....

Articolo di Andrea Frolla per Repubblica.it del 29/10/2018 Il progetto M&A tutto made in Italy di Cybaze per conquistare il mercato italiano e internazionale della sicurezza informatica è arrivato a dama. È stata infatti ultimata nelle ultime ore l’acquisizione della maggioranza di Yoroi, startup romagnola attiva nel settore della cybersecurity. Un altro colpo dopo l’acquisizione al 100% della torinese Mediaservice, compagnia di security advisory. Operazioni che erano state anticipate in anteprima esclusiva da Affari&Finanza lo scorso 15 ottobre, per le quali anca ora solo l’ufficialità e che accompagneranno la nascita di uno dei più grandi gruppi italiani della cybersecurity. Si tratta di una doppia operazione importante, soprattutto per quel che riguarda l’acquisizione di Yoroi. Non a caso, la società fondata da Marco Ramili era finita in alcuni radar importanti: secondo quanto raccolto da A&F, nelle ultime settimane il gruppo russo Kaspersky aveva avviato dei contatti informali orientati a un’acquisizione, ricevendo però da Yoroi una risposta negativa in virtù dei colloqui in stato avanzato con Cybaze. I tre investitori che hanno sostenuto la nascita e lo sviluppo di Yoroi e che hanno ceduto la maggioranza azionaria di Yoroi a Cybaze, ossia David Bevilacqua, Mauro Casagrande e MaurizioCamorani si dichiarano “felici di questa operazione che conferma l’intuizione di 3 anni fa di investire nella creazione di un’eccellenza italiana nel mondo della cybersecurity e sul talento del suo fondatore Marco Ramilli”. E confermano che “continueranno a seguire da vicino ed in stretta collaborazione con Cybaze il futuro sviluppo di Yoroi”. Nonostante Cybaze sia nata appena tre mesi fa da una fusione lungo l’asse Roma-Trieste, l’obiettivo di creare un’eccellenza italiana della cybersecurity è tutt’altro che recente: «Bisogna tornare all’incontro che avuto a Napoli circa due anni fa con Pierluigi Paganini (uno tra i massimi esperti italiani di sicurezza informatica, ndr). Aveva chiaro in testa l’obiettivo di creare un’eccellenza made in Italy in questo settore. Impiegai poco a convincermi della bontà dell’idea e fondammo a Roma Cse CybSec», aveva raccontato a metà ottobre l’amministratore delegato di Cybaze, Marco Castaldo. A oltre tre mesi fa risalgono invece le prime trattative con gli azionisti della triestina Emaze (realtà specializzata in soluzioni di information security controllata dai gruppi Cogein-Data Management e A2000.it), concluse a settembre con la nascita di Cybaze tramite l’incorporazione di Cse CybSec in Emaze. Un gruppo formalmente operativo dalla prossima metà di novembre ma già al lavoro con al timone il duo Castaldo-Paganini, rispettivamente amministratore delegato e chief technology officer, e con l’ex ministro degli esteri del Governo Monti, Giulio Terzi di Sant'Agata, alla presidenza. In attesa delle ufficialità, si sa che il processo di fusione e acquisizioni avviato tre mesi fa condurrà alla creazione di un gruppo tutto italiano dai numeri e dalle prospettive importanti: 140 dipendenti di cui circa 100 analisti, sedi sparse tra Milano, Bologna, Roma, Napoli, Bruxelles, Lugano, diversi centri di ricerca e sicurezza e 10 milioni di euro di fatturato aggregato. Il gruppo vanta inoltre la presenza tra i propri clienti di grazie realtà come Vodafone, Telecom, alcune grandi banche e altre aziende importanti. Oltre alle grandi aziende e alle realtà pubbliche, Cybaze punta infatti pure sulle Pmiitaliane, in particolare sulle piccole eccellenze che operano all’estero e hanno asset informatici da proteggere. Ammesso che si decidano a investire: «La cybersecurity non è un problema tecnologico ma economico - sostiene Castaldo - Le imprese non investono abbastanza perché non hanno una piena coscienza del rischio. Si accorgono dell’importanza della sicurezza informatica solo dopo essere state attaccate. Invece, la differenza vera la fa la prevenzione». L’obiettivo dichiarato è raddoppiare i ricavi già nel primo anno di attività post-fusione, mettendo a fattor comune le risorse, le competenze e gli strumenti di ciascuna realtà. I margini di crescita non mancano affatto, visto che il mercato della sicurezza informatica continua a crescere a vista d’occhio. «Abbiamo l’ambizione di diventare un player primario nel mercato italiano della cybersecurity e, in termini di numero di analisti e specialisti senior, saremo probabilmente al vertice assoluto», aveva detto Castaldo un paio di settimane fa commentando con un “no comment” le anticipazione di Affari&Finanza. Cybaze punta inoltre a sfruttare il potenziale valore aggiunto dell’italianità in un settore dominato dalle multinazionali straniere: «Essere italiani può rappresentare un vantaggio competitivo notevole sia sotto il punto di vista della ricerca, sia da un punto di vista di mercato, specialmente nei Paesi in cui operano quasi solo i grandi player americani, russi e cinesi che hanno stretti rapporti con i Governi non sempre apprezzati»....