Studi legali in campo contro il cybercrime sempre più numerosi gli obblighi di legge

Articolo di Eugenio Occorsio, per Repubblica.it del 26 febbraio 2018

 

«C’ è il rischio di campagne di influenza che, prendendo avvio dalla diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirino a condizionare l’orientamento ed il sentiment dell’opinione pubblica, specie nell’imminenza di elezioni». Questo, richiamato da Paolo Gentiloni la settimana scorsa durante la presentazione della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza a cura del Dis ( Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) – non è che l’ultimo allarme per un male profondissimo che si insinua nella società non solo italiana, il cybercrime. «Per fortuna sta per entrare in vigore, il 24 maggio, un regolamento cogente dell’Unione europea che detta norme rigorose e stringenti perché le aziende mettano in atto una serie di misure preventive, con sanzioni altissime, fino a un quinto del fatturato», spiega Gianluca Santilli, managing partner dello studio Ls-LexJus Sinacta, 200 fra avvocati e commercialisti in nove studi in Italia, che ha coordinato la creazione all’interno dello studio stesso del dipartimento specializzato in Cybersecurity e nuove tecnologie. Il coordinatore del team è Sandro Bartolomucci, affiancato da un team giovane e motivato oltre che competente (per l’occasione sono stati ingaggiati i tre giovani avvocati Riccardo Orsini, Marco Mariscoli e Luca De Simone). Del gruppo fanno poi parte ingegneri informatici e altri esperti, chiamati ad affiancare le aziende nella verifica delle falle nei sistemi informatici e nell’adempimento dei nuovi obblighi. «La nuova normativa è molto rigorosa e in continua evoluzione », dice Santilli. «Per di più il 2017 è stato anche l’anno dell’entrata in vigore della Direttiva Information Security sull’adozione di misure che creino un livello comune di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi dell’Ue». Insomma un corpus legislativo sempre più composito e stringente, e che gli studi legali si affianchino alle aziende private e pubbliche, vittime di estorsioni devastanti dovute al furto di dati (è successo nelle banche e nei servizi sanitari), è abbastanza naturale. Non solo per difenderne gli interessi ma anche per approntare insieme le misure di sicurezza.

Il dipartimento avrà una partnership con Cse Cybsec Enterprise, società primaria del settore, e con lo studio legale israeliano Herzog Fox & Neeman, tra i più specializzati al mondo sul tema. «Anche quando non siamo di fronte a un gesto criminoso – puntualizza Santilli – riteniamo che l’assistenza legale sia utile per indirizzare un’azienda che si viene a trovare in possesso di dati, sull’utilizzo degli stessi. Il discrimine fra uso legale e no spesso è stretto, e noi riteniamo di poter aiutare le imprese, specialmente le piccole, a comportarsi correttamente». Non a caso lo studio LS ha vinto nel 2017 il premio Le Fonti come miglior studio per l’assistenza alle Pmi.